Messaggio del Presidente
Il presidente

Un piccolo commento
per una grande manifestazione di senso di appartenenza



Sono variamente intervenuto in passato su nostre vicende di vita associativa e sportiva per rimarcare la necessità che l’approccio quotidiano alla nostra attività debba essere caratterizzato (o forse è meglio dire esaltato) da quel giusto senso di appartenenza che deve fare di tutti noi un insieme amalgamato da unicità di valori e di intenti. La semplice somma di risultati sportivi o la loro fredda elencazione non rende difatti neppure lontanamente l’idea di ciò che sta alla vera base dei sacrifici e delle rinunce che tutti i santi giorni facciamo in vista di un risultato, che, anche se soggettivo, noi tutti consideriamo comune.

Recentemente ho notato nella bacheca davanti agli spogliatoi un cartello con un “Grazie Serena” ad evidente riferimento da parte di tutti gli amsicorini, che intendeva rendere merito a Serena Pruner per il sentimento di orgoglio generale generato dal recente, enorme secondo posto conquistato a Grosseto ai Campionati Italiani di marcia. Il ringraziamento di cui al cartello è infatti diretto a Serena per avere elevato l’Amsicora, e con essa noi tutti, ad una soglia alta, da ricordare con orgoglio generale.
(A Serena ed a Nello va naturalmente il plauso ammirato di noi tutti ed una forte stretta di mano per la continuità dei risultati di questa eccellente stagione sportiva).

Allo stesso modo ho quest’oggi letto un’appassionata lettera di Dalila Pala, che con toccante semplicità, ha preso posizione giustamente polemica per la decisione di Sergio Lai (Presidente del Comitato Regionale di Atletica Leggera) di estrapolare i lanci dal contesto dei prossimi Campionati Regionali, che si terranno a decorrere da domattina.
La lettera di Dalila accomuna tutti gli atleti nell’unica grande delusione per le inefficienze di un’organizzazione della manifestazione che lascia davvero più che perplessi per la distanza che chiunque nota tra i provvedimenti presi e le giustificazioni adottate, che finisce per frustare oltre ogni misura il diritto alla gara di ciascun atleta e di ciascuna squadra.
Difatti in relazione alle motivazioni del rinvio, Dalila si chiede che c’entrino ad esempio il lancio del giavellotto o il getto del peso? Ed ancora si chiede perché non sia stata utilizzata altra struttura idonea a garantire la sicurezza, esistente tra le poche a disposizione?
Si tratta all’evidenza di domande che lasciano il vuoto della risposta, alle quali si potrebbe persino aggiungere: le gare di lancio del martello o del disco, o se si vuole tutti i lanci ed il getto, non potevano essere svolte all’inizio o alla fine dell’unica manifestazione in guisa da evitare quella contestuale presenza di numerose persone sul parterre e prevenire quindi il pericolo?
Il vuoto dell’inesistenza di una seria risposta lascia lo spazio ad ogni genere di ipotesi, anche a quelle meno probabili.

Io dal mio canto vorrei cogliere l’occasione che il cartello Grazie Serena e la lettera di Dalila mi danno, unitamente al recente rinvio dei lanci:
a)se è pur vero che la manutenzione degli impianti è a carico delle amministrazioni comunali (proprietarie degli impianti), è anche vero che una “messa in sicurezza” poteva essere effettuata. D’altronde il problema della sicurezza poteva essere altrimenti ovviato garantendo la contestualità delle gare nel quadro dell’unicità dei Campionati. Ed in tal senso posso garantire a tutti di aver fatto sentire la nostra voce, certamente rispettosa delle Istituzioni sportive, ma anche seriamente preoccupata e critica per la gestione del Comitato, indifferente alle problematiche di atleti, tecnici e sodalizi;
b)di aver colto nel cartello Grazie Serena e nella lettera di Dalila, pur negli opposti sentimenti che li sorreggono, la dimostrazione che tra noi esiste quel senso di appartenenza alla nostra Grande Amsicora, che ci fa sentire uniti nell’esaltazione come nella censura, nelle difficoltà o addirittura nella protesta.

E’ per questo che le parole che Dalila è riuscita a strappare per tutti dal suo cuore di atleta dell’Amsicora ci devono accomunare nella squadra che noi siamo; ed è per questo che il Grazie Serena si estende davvero a noi tutti per averci consentito, con il loro (di Serena e Nello) appassionato impegno, di andare orgogliosi di far parte di una squadra alla quale vogliamo ed è bello appartenere.

Grazie allora a Dalila e grazie all’oscuro interprete di un sentimento di noi tutti per il risultato di Serena e di Nello: anche nelle difficoltà il nocciolo duro dell’essere amsicorini trova in questi episodi la ragione per perpetuarsi per almeno altri cento anni.

Forza Amsicora, sempre!


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